Produzioni Teatrali

De Sensu Rerum et Magia

Sulla Melodia delle Cose

De Sensu Rerum et Magia

Cimitero Monumentale della Certosa di Bologna

“[…[ Le cose rappresentano l’origine e la meta di uno stesso percorso […] Esse, in apparenza, non hanno voce […] Si negano al possesso […] Sono effimere, come effimero è lo sguardo di colui che tenta di afferrarle […] Vivono nella vastità di un paesaggio metaforico e reale intessuto di mille voci che, insieme, sono partecipi di un’unica, potente melodia […]”.
Rainer Maria Rilke
Appunti sulla melodia delle cose

Dalla Terra al Cielo e così di riflesso dal Cielo alla Terra, nel guardare al “KOSMOS” [Ordinamento del Cielo] come alla Visione che del Bello, di per sempre “illumina” il nostro umano errare, come scriveva e nel citare l’erotico ed eretico pensiero del Cusano: “Nella comune soggettiva partecipazione ad una identica legislazione universale risiede e per l’essere spirituale, la possibilità di partecipare all’opera del divino”.
Dal piacere che deriva dall’incontro con intellettuali e visionari Pensieri che in attualità e di “realtà”, ci parlano ora come allora di “orizzonti aperti sul futuro delle possibilità”, in opera d’arte e d’artificio ripercorriamo, sulle tracce di Niccolò da Cusa, Fra Tommaso Campanella e Giovanni Pico della Mirandola, di siffatte “visioni intellettuali” l’itinerario di un possibile e in potenzialità, “elevarsi” dell’uomo alla dignità e bellezza delle OPERE del Divino: “Delle cose che sono, che sono state e che saranno”.
Nel TEMPO di “alati” Discorsi ed in “natura” Percorsi all’interno dei quali, nell’abbracciare il pensiero di Eraclito, “l’Armonia invisibile vale di più di quella visibile”, conosciamo e ri-conosciamo, nel “Dio nascosto” di Niccolò da Cusa, nel “Mondo senziente” di Tommaso Campanella [“De sensu rerum et magia”] e nella “Dignità” dell’opera di Giovanni Pico [“De hominis dignitate”], il LUOGO di una rinnovata e ritrovata “FILIATIO” tra l’Uomo, la Natura e Dio.
Ove la “MAGIA” non risiede nel primato dell’uomo, ma nel primato degli equilibri sempre instabili e da ricostruire e così la “DIGNITÀ”, non è dominio del cosmo o indifferenziata libertà, in un “sentire di mancanza” la Voce che di EROS è della Divinità il suo “comando” [“Passione di Verità”], nel luogo e nel tempo di un ITINERARIO che per Immagini [“Linguaggio degli Amanti”], guarda “oltre” ad ogni Immagine, come ci ricorda Niccolò da Cusa:: “L’uomo può ritrovare, nei limiti della sua soggettività, il vero volto divino”.
E se incolmabile è la “distanza” [Principio di separazione] tra la Terra e il Cielo, nel rinnovare la DOTTRINA DELLA SOMIGLIANZA tra mente divina e mente umana, in SPIRITUS e MENS, nel citare di Agostino d’Ippona le sue Confessioni: “[…] Tu non mi cercheresti se non mi avessi già trovato”. Nel grembo di un AMORE che include in sé la “conoscenza” quale momento necessario e necessaria condizione, la fine del nostro Viaggio coincide così con l’inizio di un percorso che di ciascuno, in “DEI INTELLECTUALIS” è l’appello della Divinità all’infinita ed in finitudine, CONOSCENZA DI SÉ: “Sii tuo ed io sarò tuo!” [Cusano, De visione Dei].

THEATRUM PIROTECNICO MUSICALE
Quadri di Luce & di Pensiero

LA FABBRICA DEL MONDO
Tempio vivente e codice di Dio
“Il mondo è un animal grande e perfetto, statua di Dio, che Dio lauda e somiglia:
noi siam vermi imperfetti e vil famiglia, ch’intra il suo ventre abbiam vita e ricetto […]
Superba gente, meco alzate gli occhi e misurate quanto ogni ente vale:
quinci imparate che parte a voi tocchi […]”.
Tommaso Campanella
Poesie filosofiche

DAL MOTIVO DI ADAMO AL MOTIVO DI PROMETEO
Il dono di Prometeo
“[…] Non più tengono i mortali lo sguardo fisso sulla morte […] In loro ho infuso speranze che accecano […] Ed oltre a ciò per sempre li ho dotati del Fuoco […] E dalla fiamma ardente molte Arti apprenderanno […]”.
Eschilo
Prometeo incatenato

DE HOMINIS DIGNITATE
“Scala Amoris”
“[…] Nell’uomo nascente il Padre ripose semi d’ogni specie e germi d’ogni vita. E secondo che ciascuno li avrà coltivati, quelli cresceranno e daranno in lui i loro frutti […] Affinché di noi non si dica, che in onore essendo, non ci siamo accorti di essere diventati simili a bruti e a stolte giumente […]
“Siete iddii e figli tutti del cielo” […]
Ci afferri l’animo una santa ambizione di non contentarci delle cose mediocri, ma di anelare alle più alte e dal momento che volendo è possibile, di sforzarci ognuno di raggiungerle […]”.
Giovanni Pico della Mirandola
De hominis dignitate

IL VOLO DELL’ANIMA
Nella solitaria oscurità del Padre
“[…] Per l’Anima che è confinata nella pesantezza del terrestre, e che ha perso per così dire le proprie ali, tanto che non può più elevarsi all’altezza del vero, v’è un’esperienza per cui esse ricominciano a crescere, e sopraggiunge una nuova elevazione […] È questa l’esperienza dell’Amore e del Bello, dell’Amore per il Bello […]”.
Hans-Georg Gadamer
L’attualità del Bello

Ideazione e Regia di Daniele Robazza
Con la partecipazione artistica di Enrico Ruscelli, Francesca Paola Liborio, Valeria “Trilly” Billi e Clio Abbate.
Installazione Artistica di Abra Degli Esposti

 

Terra di Memorie

Una Piccola Grande Storia

 

Nella lingua che di ANTONIO BOZZETTI fu il “milanese” [“al mè Milan, che la m’ha daa el dialett per parlà con la vos del coeur”], in udibile tenero e ironico sguardo su uomini e cose, una piccola storia di provincia e di Milano, si unirà e ci unirà alla grande storia di Bologna. Nel rievocare ricordi, osservazioni e riflessioni, sulla vita di una città dal 1930 al ‘45, evochiamo quella storia che di cortile come di ringhiera, raccontava, custodiva, affermava, una visione del mondo forte dei suoi sentimenti di fratellanza e di solidarietà. E in quella “Terra di nessuno” che di ogni conflitto è il tempo del suo dramma, in TERRA DI MEMORIE: “È cosa preziosa ricordare, in alcuni brevi racconti, la stupidità e la cecità della guerra proprio oggi che abbiamo bisogno, tutti, di irrobustire una visione del mondo non violenta e pacifica” [Antonio Bozzetti, “Terra di Memorie”, prefazione di Massimo De Vita].
In collaborazione con la compagnia “LE CHAPEAU DES RÊVES” di Maurizio Vai e Stefania Milia
Consulenza e presenza artistica di Massimo De Vita – Direttore del “TEATRO OFFICINA” di Milano
Riprese video a cura di Domenico G.S. Parrino, Sebastiano Caceffo, Daniele Marzeddu
Un ringraziamento particolare a Anna, Rossella e Silvano Bozzetti per la gentile concessione dei diritti di riduzione teatrale dell’opera “Terra di Memorie” di ANTONIO BOZZETTI

 

Terra di Mezzo

Sulle Tracce di Giosuè Borsi

 

Nel solco di un “ITINERARIO” che di Fuochi, di Canti, di Danza e di Pensiero, ci inizierà nei luoghi che della Certosa sono della GRANDE GUERRA la monumentale architettura della nostra MEMORIA, una “piccola grande storia” diviene e si fa riflesso delle “tante piccole storie” che della Prima Guerra Mondiale, sono LA VOCE più grande [“Mutae Mortis Magna Vox”].
Ove un “DANTINO INSANGUINATO” fu ritrovato nel luogo in cui Giosuè Borsi trovò la sua “BELLA MORTE”, in quella Terra di Mezzo che di ogni “conflitto” è il tempo del suo dramma, in poetica dantesca visione “ri-conosciamo” e nell’udibile riflesso del “FOLLE VOLO DI ULISSE” [“Inferno, Canto XXVI”], di Giosuè Borsi e dei suoi Compagni, l’eco tragico della nostra storia e della sua voce.
E nel luogo in cui varcato fu il confine del non ritorno e “tutte le idee mostrarono la loro impotenza e inautenticità” [Edmund Husserl], un “SILENZIOSO SENTIERO” condusse il giovane poeta e scrittore livornese, da un’agiata dubbiosa esistenza alla disagiata certezza del suo destino.
Nella “SOLITARIA OSCURITÀ DEL PADRE”, [“Oratio de Hominis Dignitate”], ove “Che ci vuole a versare del sangue […] Ma creare io voglio” [Liberamente tratto da “Caino” di Mariangela Gualtieri], un “CANTO DI NATALE” [“Stille Nacht”] ci ricorda il “disumano” ruolo che di Caino, nel grembo dell’oscurità fu in Luce, la nascita e dalla tragedia, di una nuova Humanitas.
Regia di Daniele Robazza
Con la partecipazione artistica di Gianni Placido e Eva Luna Betelli
Voci di Enrico Ruscelli e Valeria “Trilly” Billi
Riprese video a cura di Domenico G.S. Parrino, Andrea Tagliati, Fabio e Diego Resta
Un ringraziamento particolare all’ASSOCIAZIONE GIOSUÈ BORSI di Livorno per il prezioso contributo e sostegno

 

Il Volo della Farfalla

La Sostanza dell’Effimero

 

Fedele metafora in crisalide del segreto divenire dell’Essere e dell’Amore, fuoco destinato a travolgere l’amante, l’enigmatica metamorfosi della farfalla ci inizia a un tempo che necessario e di successione, se d’incanto è il divenire di una Natura che vive delle sue incessanti trasformazioni [Psyché della Vita], in disincanto, è un sentire che di mancanza, svela e rivela dell’Uomo, l’effimera e eroica “sostanza” della sua incompiutezza e finitudine [Psyché della Morte].
E nel luogo che rivela nel silenzio, del silenzio l’Eco della sua Voce, se Tragico è il tempo che delle “ombre” di ogni essere vivente è l’incontro con la sua morte, nel Volo di colei “la cui presenza è causa di vita per il corpo stesso” [Platone, Cratilo, 399 d-e], in finalità: “Quando la notte è purificata d’ogni luce, ogni luce scintilla” [Giovanni Cenacchi, Cammino tra le ombre, Milano, Mondadori, 2008].
Regia di Daniele Robazza
Con la partecipazione artistica di Enrico Ruscelli, Valeria “Trilly” Billi e Clio Abbate
Installazione Artistica di Abra Degli Esposti
Riprese video a cura di Davide Pippo e Carla Soriano Rodriguez – “Luce narrante – filmaking”
Un ringraziamento particolare ai FAMILIARI di GIOVANNI CENACCHI per la gentile concessione dei diritti di riduzione teatrale dell’opera “Cammino tra le ombre”

 

Voci nel Silenzio

La Via dei Canti

 

Ove l’immagine di sé si costruisce nell’occhio di chi ci sta di fronte, nello specchio che questi ci presenta, nella perturbante alterità dell’Individuo, dell’Amore e della Morte, riconosciamo nella verità del “limitato”, l’occasionale bellezza di un’infinita ricerca di sé attraverso il desiderio dell’altro.
“Non esiste coscienza della propria identità senza questo altro che ci riflette e si contrappone a noi fronteggiandoci […] Il sé e l’altro, l’identità e l’alterità vanno di pari passo e si costruiscono reciprocamente”.
Jean-Pierre Vernant
Nell’armonia di un Canto che delle cose caduche in significato, ne supera in sé la caducità, in un prezioso intermedio spazio risiede la possibilità propria dell’uomo di essere nel mondo, di descrivere il mondo e con esso, anche la morte.
Regia di Daniele Robazza
Con la partecipazione artistica di Enrico Ruscelli, Valeria “Trilly” Billi, Paolo Alem e Pietro Piva
Riprese video a cura di Davide Pippo – “Luce narrante – filmaking”

 

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