09 mag

OTTAVO QUADRO - XII INTERMEDIO - NON GRIDATE PIÙ […]

OTTAVO QUADRO – XII INTERMEDIO – NON GRIDATE PIÙ […]
GIUSEPPE UNGARETTI
“[…] Nonostante la serie d’imperativi l’intento del poeta non è quello di esprimere un ordine o un comando, ma quello di rivolgere una preghiera agli uomini, affinché salvino la stessa umanità, riscoprendo il valore della pietà […] Al gridare (sintomo di barbarie) si contrappone, infatti, la muta presenza dei morti: i vivi gridano ed esprimono odio, mentre i morti sussurrano e trasmettono un messaggio di pace […] Ungaretti teme che ormai ci sia un distacco troppo grande fra chi è ancora in vita e chi non c’è più e la sua sfiducia diviene evidente negli ultimi due versi, in cui l’immagine dell’erba che ha paura del passaggio dell’uomo, rende evidente la disperazione di chi ha conosciuto le sue azioni terribili […] Sebbene i vivi possano ancora uccidere i morti con le proprie grida barbariche, Ungaretti mostra un messaggio di pace e lo affida proprio alla debole voce dei morti che possono restituire agli uomini la propria dignità]”

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